Il cosplay è l’hobby di divertirsi vestendo i panni del proprio idolo e al tempo stesso di imitarne i modi di fare e le gestualità più ricorrenti (un esempio può essere la camminata di Jack Sparrow, il protagonista della saga de “I pirati dei Caraibi”): ecco spiegato il termine cosplay. E’ stato coniato dai giapponesi, anche se è la contrazione di due parole inglesi:costume (“costume”) e play (“recitare, interpretare”).
Una cosa che mi ha incuriosita fin dall’inizio è il modo di pronunciare questa parola. Da sempre io dicevo “cosplày”, con l’accento sulla “a” (che si pronuncia come una “e” aperta in italiano), ma quando ho iniziato a fare cosplay ho sentito moltissimi dire “còsplay”, ovvero con l’accento sulla “o”. Dopo alcune ricerche ho sentito per caso un’intervista in giapponese, e sono riuscita a cogliere la parola“cosuperèi”, cioè cosplay nella simpatica pronuncia giapponese, che ha confermato la mia teoria sull’accento sulla “a”. In ogni caso ognuno può pronunciare questa parola come vuole: io sono per l’accento sulla “a”, al contrario di tutti gli altri componenti del mio gruppo, ma d’accordo con molti altri.
Come ho già ribadito più volte, il cosplay è una sotto-cultura giapponese, che ha avuto origine spontaneamente negli anni ‘80. Come mai proprio il Giappone? Per due motivi. Il primo più che altro è una mia teoria: il Giappone è uno di quei paesi industrializzati e governato dai mass media di cui parlavo nell’introduzione, e che quindi offre quei numerosi e invitanti stereotipi che caratterizzano la vita di chi fa parte di questo mondo. Il secondo invece è un dato di fatto: il Giappone è la terra degli anime e manga! Infatti inizialmente il cosplay consisteva solo in questo: vestirsi dai protagonisti solo ed esclusivamente di anime e manga in alcune particolari manifestazioni.
Il fenomeno poi si è diffuso in tutto il mondo, così come si sono diffusi i modelli: in poche parole, non solo anime e manga, ma anche fumetti e cartoni animati di provenienza non necessariamente giapponese, oltre che di film, e di videogiochi. Inizialmente questa era un tendenza prettamente europea e americana, ma dopo successi come “Il Signore degli Anelli”, “Star Wars” e “Star Trek”, la moda è passata anche nel paese del Sol Levante e in tutto il resto dell’estremo Oriente, anche se in minor misura.

esempio di un cosplay tratto da un videogioco:final fantasy

esempio di un cosplay tratto da un film (e dalla letteratura, in questo caso): il gruppo dei tre moschettieri

esempio di un cosplay tratto da un anime: Yu e Toshio da “L’incantevole Creamy”

